L' Assistenza Contabile e Fiscale dalla Riforma Tributaria ad oggi


BREVE ANALISI DI ALCUNE DELLE NUOVE REGOLE PER LE ATTIVITA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE


(aggiornate al 08/01/2001 con le modifiche retroattive introdotte dall’art. 37 della legge fiscale "collegata" alla finanziaria 2000: Legge 342 del 21

novembre 2000, entrata in vigore il 10 dicembre 2000)

 
1. COMPENSI CORRISPOSTI A TERZI:

Soggetti eroganti: CONI, Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva,nonché tutti i soggetti ad essi affiliati e   qualunque altro organismo comunque denominato che perseguono finalità sportive dilettantistiche (società, associazioni, enti o circoli, ecc…).

Tipologia del compenso: erogazione di compensi corrisposti a fronte di prestazioni sportive dilettantistiche, ovvero di qualunque attività anche amministrativa o di gestione, comunque diretta alla promozione della pratica sportiva (comprese le indennità di trasferta e i rimborsi forfetari) con la sola esclusione dei rimborsi a piè di lista e delle indennità chilometriche a tariffa ACI.

Soggetti percipienti: Qualunque soggetto con esclusione di:
- Lavoratori dipendenti assunti per lo svolgimento delle attività amministrative o di gestione dell’Ente;
-  Artisti o professionisti già esercitanti con partita IVA;
-  Esercenti attività d’impresa.


SITUAZIONE A PARTIRE DAL 1° GENNAIO 2000

Esclusione dal reddito imponibile del percipiente (persona fisica) delle somme ricevute fino ad un importo complessivo annuo non superiore a £. 10.000.000.

In caso di superamento del limite, la parte di compenso eccedente dovrà essere assoggettata a tassazione applicando una ritenuta a titolo di imposta definitiva con l’aliquota del 1° scaglione IRPEF (18.5% nel 2000, 18% nel 2001), maggiorata    delle quote di compartecipazione delle addizionali IRPEF (Regionale 0.9%), fino a £. 50.000.000 di compensi totali, mentre oltre detto limite la ritenuta sarà considerata a titolo di acconto. Non si farà luogo a recuperi, a rimborsi d’imposta o applicazione di sanzioni nei confronti di soggetti che abbiano adottato comportamenti conformi alle leggi vigenti prima dell’entrata in vigore del collegato fiscale 2000. Le somme già corrisposte oltre     i 50 milioni ed assoggettate a ritenuta a titolo d’imposta, non saranno oggetto di riliquidazione in sede di UNICO 2001, ma rileveranno ai fini della determinazione dello scaglione per il calcolo delle imposte.

Sono esclusi da imposizione i rimborsi delle spese documentate a pié di lista, relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori del     territorio comunale di residenza dello sportivo.

Il percipiente dovrà rilasciare al soggetto erogante, prima del pagamento del compenso, una autocertificazione dell’   ammontare di tutte le altre somme della stessa natura già percepite a quella data onde permettere la verifica dell’   eventuale superamento del plafond di 10.000.000.

Il soggetto erogante dovrà certificare (entro il 28 febbraio dell’anno successivo) i compensi corrisposti anche se non assoggettati a ritenuta, e presentare conseguentemente per gli stessi il mod. 770.

La mutata collocazione dei compensi tra i redditi diversi, anziché tra quelli di collaborazione continuata e continuativa, esonera gli stessi da tutti gli obblighi previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL).

Rientrano nella agevolazione anche i premi erogati agli sportivi che venivano tassati a titolo di imposta con l’aliquota del 20%, che a    questo punto non è più applicabile.


  1. EROGAZIONI LIBERALI
Le erogazioni liberali in denaro effettuate nei confronti degli   stessi soggetti già individuati nel capitolo dei compensi, sono deducibili dal reddito (max 2 milioni sia per le persone fisiche   che per gli enti non commerciali) mediante detrazione dall’imposta lorda IRPEF o IRPEG del 19% dell’erogazione. Le imprese individuali e le società potranno invece dedurre un importo annuo non superiore a 2 milioni di lire o al 2% del   reddito d’impresa dichiarato. Tali erogazioni (qualunque sia il    loro ammontare) debbono OBBLIGATORIAMENTE transitare tramite c/c bancario o postale (pena la decadenza per l’ associazione dei benefici di cui alla legge 398/91, se applicata, oltre all’indeducibilità fiscale della donazione per il soggetto erogante, ma concorrendo obbligatoriamente la stessa a formare   il reddito dell’ente o associazione percipiente). Possono essere utilizzati come mezzi di pagamento anche le carte di credito, i bancomat, gli assegni circolari e bancari NON TRASFERIBILI intestati all’associazione.

  2. ENTRATE E USCITE DI ASSOCIAZIONI E ALTRI ENTI SPORTIVI
Tutte le entrate (comprese le quote associative) e le uscite dei soggetti già individuati nel 1° capitolo quali "soggetti eroganti", debbono OBBLIGATORIAMENTE transitare su uno o più conti correnti bancari o postali se di importo pari o superiore a £. 1.000.000, ovvero utilizzando gli stessi mezzi di pagamento già analizzati per le erogazioni liberali; valgono inoltre le stesse disposizioni di decadenza, indeducibilità e imponibilità.

  3. OPZIONE PER LE SEMPLIFICAZIONI E I BENEFICI   EX L. 398/91
L’opzione è vincolante per cinque anni e può essere revocata solo dopo detto periodo minimo; sia l’opzione sia la revoca devono essere comunicate alla SIAE prima dell’anno solare per il quale si opera la scelta (per l’anno solare 2000 l’opzione poteva essere validamente esercitata entro il 30/06/2000 e non doveva essere effettuata da chi già si trovava nel regime agevolato), e successivamente nella dichiarazione IVA dell’anno in cui la scelta stessa ha effetto.

Chi si trova nel regime agevolato è esonerato dalla tenuta delle scritture contabili sia ai fini IVA che ai fini del reddito. Deve solamente numerare e conservare le fatture ricevute ed annotare, anche cumulativamente, entro il giorno 15 del mese successivo i corrispettivi e qualsiasi altro provento conseguito nell’attività commerciale sul mod. di cui al D.M. 11/02/97 (opportunamente integrato), sul quale vanno anche annotati i proventi che non costituiscono reddito, le plusvalenze patrimoniali e le operazioni intracomunitarie (le operazioni di gennaio potevano essere annotate entro il 15 marzo 2000).



N.B.: La C.M. n. 247/E-99 diceva che i corrispettivi dovevano essere registrati anche utilizzando il mod. di cui al D.M. 11/02/97. Ciò faceva presumere la possibilità di utilizzare indifferentemente un normale registro dei corrispettivi e/o delle fatture emesse. Con il Regolamento-DPR n. 544/99 il ministero invece OBBLIGA all’utilizzo del modello previsto per i soggetti supersemplificati che deve essere preventivamente vidimato. Vi sono diverse associazioni che hanno provveduto a far vidimare in tutta fretta a fine anno il registro dei corrispettivi e ora hanno dovuto vidimare anche il prospetto, ed altre che, credendo di essere regolari con il registro dei corrispettivi, si ritrovano in possesso del registro "sbagliato" e non sanno come fare a regolarizzare le registrazioni degli incassi e delle fatture di gennaio e febbraio. Non si capisce perché non si dovrebbero poter utilizzare i normali registri IVA regolarmente bollati, anche in assenza di obblighi contabili. Il compianto Silvio Moroni usava dire che "nel più sta il meno" e questo semplice concetto sembrava ormai consolidato anche nelle interpretazioni ministeriali, ma con questo regolamento pare che si voglia tornare indietro ai tempi in cui la semplificazione non era certo l’obiettivo del Ministero delle Finanze (ma oggi lo è?).

Con la Legge Finanziaria per il 2001, viene prevista l’emissione di un regolamento da effettuarsi entro 180 giorni (30 giugno 2001), con il quale il Ministero dovrà stabilire delle modalità semplificate per la certificazione dei corrispettivi.

Viene previsto l’obbligo di rendiconto annuale secondo le disposizioni statutarie utilizzando uno schema tipo (liberamente adattabile) che il Ministero delle Finanze ha pubblicato anche sulla guida del contribuente n. 8.

Il coefficiente di redditività viene dimezzato (dal 6% al 3%) già con decorrenza 1999.

Viene elevato a 360.000.000.= (a partire dal 2000) il tetto dei proventi commerciali al di sotto del quale è possibile accedere alle agevolazioni; il superamento del limite in corso d’anno comporta la tenuta della contabilità ordinaria dal mese immediatamente successivo.

L’abbattimento forfetario dell’IVA è pari al 50% dell’imposta sui proventi (comprese le prestazioni pubblicitarie), ad eccezione che per le sponsorizzazioni (10%) e per i diritti televisivi e radiofonici (33,33%).

I versamenti IVA trimestrali non sono soggetti alla maggiorazione dell’1,5% a titolo di interessi (ridotta all’1% dal 2001) e non è dovuto l’acconto IVA di dicembre.

Non si considerano imponibili se di importo inferiore ai 100 milioni annui e se non si verificano per più di due volte nel corso dell’anno, i proventi realizzati nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali; lo stesso dicasi anche per le raccolte pubbliche di fondi se vengono effettuate con le modalità e gli adempimenti previsti in generale per gli enti non commerciali e cioè:
- Devono avere carattere occasionale ed essere svolte durante celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
- Devono essere effettuate mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori;
- Deve essere redatto, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, un rendiconto separato per ogni raccolta fondi, con la rendicontazione delle entrate e delle spese di ogni manifestazione, anche attraverso relazioni illustrative; questi rendiconti debbono essere tenuti e conservati come tutte le scritture contabili delle imprese.

 

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