L' Assistenza Contabile e Fiscale dalla Riforma Tributaria ad oggi

 

CONCORDATO PREVENTIVO 2003/2004 (aggiornato al 27 febbraio 2004)


Si tratta sostanzialmente della definizione di un’obbligazione (ormai solo in parte) futura. E’ definito “sperimentale” e “di massa” e si applica agli esercizi 2003 e 2004 (se anno solare); non elimina assolutamente le scritture contabili che devono comunque essere tenute. Deve esserne fatta richiesta solo in via telematica tra il 01/01/2004 e il 16/03/2004 (salvo possibili proroghe ripetutamente annunciate e smentite).

Benefici per chi aderisce:

1. Tassazione agevolata separata (23% o 33%) su tutto il supero del reddito rispetto a quello del 2001 (assunto al lordo delle perdite dedotte, dell’eventuale detassazione Tremonti-bis e di altre agevolazioni temporanee), se congruo (confluisce comunque nel reddito complessivo, ma non contribuisce alla formazione degli scaglioni d’imposta); se il 2001 non era congruo (e non si è fatto per quell’anno il tombale completo, IVA e dirette, o il concordato anni pregressi, o non sia stato definito con accertamento non parziale) deve essere (preventivamente all’invio dell’istanza di adesione) reso congruo (mediante adeguamento al valore puntuale per gli studi di settore e al valore previsto in dichiarazione al netto del fattore di adeguamento, per i parametri) con il pagamento delle imposte relative (compresa l’IVA ed esclusa l’Irap) senza sanzioni e interessi, oppure definendo il 2002, sia per le imposte dirette che per l’IVA, con il concordato anni pregressi o il condono tombale. Se il condono tombale per il 2002 viene fatto per un solo settore impositivo, sarà necessario versare la maggior imposta da adeguamento per l’altro settore e comunque non sono ammessi a questo beneficio coloro che hanno presentato per il 2002 dichiarazioni integrative. Per determinare la congruità, occorre aggiungere ai ricavi dichiarati nel 2001 gli accertamenti, anche parziali, resisi definitivi (anche con adesione) e le integrazioni da condono (escluso il tombale), mentre non si tiene conto di dichiarazioni integrative entro l’anno che abbiano ridotto il reddito o i ricavi. E’ ininfluente l’aderenza o meno agli indici di congruità economica e per determinare la congruità o l’assoggettamento agli studi, si considerano unicamente i dati così come sono stati indicati negli studi di settore del 2001, anche se non corrispondenti alla realtà. Data la riapertura dei condoni è possibile adeguare il 2001 non congruo con il concordato fiscale da presentare prima della richiesta di adesione; in questo modo con soli 300 Euro in più si può anche chiudere l’anno relativamente al reddito d’impresa o di lavoro autonomo.

2. Inibizione parziale delle attività di accertamento anche ai fini IVA, ancorché il concordato preventivo produca effetti solo per le imposte dirette. Non possono essere effettuati accertamenti sia presuntivi che induttivi e analitico/induttivi (parametri, ricarichi, presunzioni di acquisto e cessioni senza fattura, ecc.), ma solo quelli analitici. Possibilità di accertamenti induttivi solo in caso di mancata tenuta o di occultamento di contabilità e, ai soli fini IVA, mancata conservazione e/o emissione di un numero rilevante di fatture. In caso di accertamenti analitici e di quelli induttivi di cui sopra, è concessa una “franchigia” (o forse è meglio parlare di soglia di tolleranza) pari al 50% del reddito dichiarato ai soli fini di legittimare l’accertamento (con un’alta possibilità di evasione deducendo costi inesistenti o fiscalmente indeducibili), ma diviene inoperante se il 50% risulta superato; pertanto in questo caso il recupero d’imposta avverrà su tutto il maggior accertamento effettuato. In caso di contemporanea attività d’impresa e di lavoro autonomo, la “franchigia” va riscontrata separatamente per le due categorie di reddito. Nessuna “franchigia”, invece, per gli accertamenti analitici e per quelli induttivi ammessi dalla norma, effettuabili ai fini IVA.
Non sono comunque inibiti gli accessi e le verifiche, e resta l’obbligo di
comunicare i dati rilevanti per gli studi di settore per gli anni 2003 e
2004, compilando il relativo prospetto nel modello UNICO, al solo fine di
aggiornamento della banca dati dell’Agenzia delle Entrate, in quanto
sono ovviamente inapplicabili ai fini accertativi.



3. Non è più obbligatoria l’emissione di scontrini e ricevute fiscali dalla data di invio dell’adesione fino al 31.12.2004. Non vengono comunque abolite le registrazioni dei corrispettivi e resta obbligatoria l’emissione della fattura. Rimane l’obbligo di emissione del documento fiscale (scontrino o ricevuta) in ogni caso, se richiesto dal cliente. E’ senz’altro un’agevolazione poco appetibile, visto che non si può defiscalizzare il misuratore fiscale, salvo che non si opti per lo scontrino manuale, la ricevuta fiscale o la fattura per un anno, ma poi dal 2005 andrebbe comunque nuovamente messo in uso, a meno che non venga predisposto dal legislatore il concordato per gli anni successivi, previsto dalla finanziaria dell’anno scorso, o la proroga di questo concordato preventivo e il contribuente vi aderisca. Questa “agevolazione” è addirittura penalizzante per chi registra gli incassi in cifra unica mensile entro il giorno 15 del mese successivo, concessione fatta proprio perché esistono gli scontrini o le ricevute fiscali; non emettendoli saranno obbligati a segnare i corrispettivi tutti i giorni, così come saranno costretti a ripristinare il registro di primanota coloro che tengono il registro dei corrispettivi in luogo diverso da quello di esercizio dell’attività.

ATTENZIONE: NEL MODELLO IVA/2005 RELATIVO ALL’ANNO CORRENTE, OCCORRERA’ OPERARE UNA SEPARATA INDICAZIONE DELLE OPERAZIONI EFFETTUATE NEI CONFRONTI DI CONSUMATORI FINALI DA QUELLE EFFETTUATE NEI CONFRONTI DI SOGGETTI TITOLARI DI P.IVA. (Non se ne conoscono ancora le modalità, ma forse sarebbe il caso di prepararsi per tempo).

Come funziona:

1. L’impegno è obbligatoriamente per due esercizi (2003/2004) e possono esercitare l’opzione i contribuenti potenzialmente soggetti nel 2001 agli studi di settore o parametri, con inizio attività anteriore al 01/01/2001 e con ricavi dichiarati nel 2001 fino a € 5.164.569 (da ragguagliare ad anno in caso di esercizio superiore a 12 mesi), senza conteggiare quindi adeguamenti e condoni (anche se l’importo dovesse essere superato negli anni successivi), compresi quelli che hanno applicato il regime marginale ex art. 14 Legge 388/2000; sono esclusi i regimi forfetari se utilizzati nel 2001 e/o nel 2003: art. 3 legge 662/96 commi 171-185, agriturismo, imprese di allevamento, legge 398/91; sono inoltre esclusi quelli che hanno applicato nel 2001 il regime delle nuove iniziative produttive ex art. 13 Legge 388/2000 trattandosi del primo anno di applicazione e quindi anno di inizio attività. Per “inizio attività” si intende la situazione di fatto e non deve necessariamente coincidere quella giuridica; secondo il Ministero, per le ditte individuali, le società di persone e i professionisti coincide con la data dichiarata all’Agenzia delle Entrate nel modello di inizio attività, mentre per le società obbligate alla redazione dell’atto costitutivo, coincide con quella di stipula notarile dell’atto stesso. E’ inibita l’adesione a chi ha omesso la dichiarazione per il 2001, ma non a chi ha omesso soltanto di compilare il prospetto studi o parametri (dovrà compilarlo ora per allora al fine di determinare i valori di base per calcolare i minimi 2003 e 2004 di ricavi e reddito). Sono invece ammessi all’opzione coloro che erano esclusi nel 2001 da studi e parametri per motivi diversi e quelli per i quali non erano ancora stati predisposti i controlli parametrici; per costoro il 2001 è sempre considerato congruo qualunque sia il volume di ricavi dichiarato, accertato o condonato (avvantaggiando ovviamente coloro che all’epoca si erano autoesclusi in modo fraudolento). Se il 2001 è stato definito con un accertamento (non parziale) resosi definitivo o con il condono tombale completo (imposte dirette e IVA) il contribuente è considerato congruo, e si assumono come base i ricavi e il reddito dichiarati ovvero quelli che si sarebbero dovuti dichiarare per esser congrui se quelli originariamente dichiarati sono inferiori, senza obbligo di adeguamento. In tutti i casi in cui il condono tombale e/o la definitività degli accertamenti rilevino ai fini della dichiarazione di congruità dei ricavi e/o del reddito di una società di persone, è necessario che anche i soci abbiano tombalizzato la loro posizione reddituale e/o reso definitivi gli accertamenti a loro carico per le imposte dirette. Chi svolge nel 2003 un’attività diversa da quella del 2001, può accedere al concordato preventivo solo se rientra nel medesimo studio di settore; se soggetto a parametri, deve necessariamente mantenere lo stesso codice di attività (non rilevano le modifiche derivanti dalla nuova codifica Atecofin 2004). Se il cambio dell’attività avviene invece nel 2004, resta valido il concordato per il 2003 e nel 2004 recede automaticamente e, non trattandosi di una causa di decadenza, riprende da subito ad emettere i documenti fiscali. Per i soggetti con l’esercizio a cavallo d’anno, l’adesione al concordato preventivo è concessa solo se, alla data di invio della comunicazione di adesione, non è già scaduto il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi del primo periodo o è già terminato il secondo periodo. E’ inibita l’adesione in caso di successione mortis causa e/o donazione d’azienda avvenuta nel 2003; se invece avviene nel 2004 resta escluso soltanto quest’ultimo anno. Non sono invece di ostacolo la successione e la donazione avvenute nel 2001 nel qual caso per la determinazione dei ricavi e dei redditi di base ai fini del calcolo, si sommano gli importi del de cuius o del donante con quelli degli eredi o dei donatari (anche se proseguono l’attività in forma di società di persone). Siccome il concordato preventivo presuppone la continuità fiscale perlomeno dal 2001 al 2003, possono accedervi liberamente le società trasformatesi all’interno di una medesima configurazione giuridica (Snc e Sas), mentre per le trasformazioni da società di persone a società di capitali e viceversa, valgono le stesse regole dettate per le successioni e le donazioni. L’adesione è invece inibita in caso di fusioni e scissioni anche parziali e di acquisto e cessione d’azienda. Per quanto riguarda l’impresa familiare il comportamento è sostanzialmente simile a quello delle società di persone. E’ ininfluente il fatto, che la ditta fosse configurata quale impresa familiare nel 2001 e non lo sia nel 2003 o nel 2004 e viceversa, dovendo comunque riferire tutti i conteggi ai ricavi e al reddito della ditta individuale, prima del riparto effettuato a favore del collaboratore; a quest’ultimo resta solo la scelta dell’aliquota agevolata da applicare all’extra-reddito, sulla base del superamento o meno nel 2001 dei 100.000 Euro della sua quota di reddito (anche virtuale), calcolata con le percentuali di partecipazione dichiarate negli anni 2003 e 2004. Per quando riguarda invece l’azienda coniugale, è assimilabile alla società di persone se costituita in regime di comunione dopo il matrimonio, mentre è assimilabile all’impresa familiare se già esistente prima del matrimonio.

2. La base di partenza sono i ricavi (congrui o resi tali come già visto) e il reddito del 2001 (assunto quest’ultimo al lordo delle perdite dedotte, dell’eventuale detassazione Tremonti-bis e di altre agevolazioni temporanee) così come rettificati da accertamenti anche parziali resisi definitivi anche con l’adesione e da sanatorie (escluso il tombale), che devono essere aumentati per il 2003 rispettivamente dell’ 8% e del 7% e per il 2004 di un ulteriore 5% e 3,5%. Questi sono i ricavi e i redditi minimi da raggiungere. Per il 2003 se non si raggiungono i ricavi suddetti ci si può adeguare in dichiarazione, cosa possibile anche per il 2004, ma solo nella misura massima del 10% dei ricavi contabilizzati e con l’applicazione di una sanzione pari al 5% delle imposte calcolate sul maggior reddito che deriva da tale adeguamento. L’eventuale adeguamento non rileva ai fini Irap. E’ sempre possibile, sia nel 2003 sia nel 2004, adeguarsi al reddito minimo. In ogni caso il reddito dichiarato non potrà essere inferiore a 1000 Euro per il 2003 e 1035 Euro (1000 + il 3,5%) nel 2004, anche se il contribuente era in perdita nel 2001, ma aveva comunque ricavi congrui o adeguati. Non rileva la coerenza o meno agli indici economici.

3. Su tutto l’extra-reddito rispetto a quello dichiarato nel 2001 (assunto quest’ultimo al lordo delle perdite dedotte, dell’eventuale detassazione Tremonti-bis e di altre agevolazioni temporanee), aumentato di eventuali accertamenti, adesioni e sanatorie, saranno applicate le nuove future aliquote Ire del 23% e 33%, oltre alle addizionali regionali e comunali, (a seconda che il reddito d’impresa o di lavoro autonomo del 2001, singolarmente considerati in caso di doppia attività, superi o meno i 100.000 Euro) e la nuova aliquota Ires del 33%. Questa imposta è quindi “determinata separatamente”, ma con modalità che non riconducono all’art. 16 del T.U.I.R. e quindi l’extra-reddito andrà comunque a formare il reddito complessivo del contribuente, ma senza contribuire alla formazione degli scaglioni d’imposta. Nel caso in cui il pagamento delle imposte con il sistema ordinario, fosse più favorevole al contribuente, questi può applicare a tutto il reddito 2003 e 2004 le aliquote normali e rinunciare alla tassazione separata dell’extra-reddito; ancorché l’Agenzie delle Entrate non ne parli, dovrebbe essere senz’altro utilizzabile, in questo caso, anche la regola di salvaguardia, che permette per il 2003 e il 2004 la tassazione del reddito applicando le aliquote e le detrazioni del 2002 se più favorevole al contribuente. Facoltativo il pagamento dei contributi sull’extra-reddito che eccede il minimale. Occorre inoltre aggiungere che per i soggetti Irpeg/Ires l’agevolazione sull’extra-reddito esiste, in pratica, solo per il 2003 e per un solo punto percentuale, essendo l’aliquota 2004 già del 33%. Per le società di persone e le srl che (per il solo 2004) hanno scelto la tassazione per trasparenza, l’extra reddito da trasferire ai soci si calcola mediante il confronto con il reddito 2001 della società, ma per l’applicazione della tassazione separata ogni socio verifica il superamento dei 100.000 Euro applicando la sua attuale quota di partecipazione al reddito societario del 2001. Eventuali perdite pregresse riportabili sono liberamente scomputabili anche nel biennio concordato, a scelta del contribuente, sia dal reddito soggetto a tassazione ordinaria sia dall’extra-reddito soggetto a tassazione separata, al fine di ottenere il maggior risparmio fiscale (l’Agenzia delle Entrate ricorda che, ai sensi degli artt. 8 e 48 del nuovo T.U.I.R., le perdite riportabili diminuiscono il reddito imponibile “per l’intero importo che trova capienza” in esso, pertanto non possono essere riportate ulteriormente a nuovo perdite non utilizzate, per un importo pari a quello dei redditi compensabili e non compensati).


4. Se non vengono raggiunti i ricavi e/o il reddito concordati per il biennio, secondo il letterale dettato legislativo, il contribuente perde tutti i benefici previsti dalla normativa e deve darne comunicazione nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui non ha raggiunto gli obiettivi concordatari previsti. Gli obblighi di certificazione degli incassi riprendono a partire dal 1^ gennaio dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la decadenza. Secondo una estensiva e più sistematica interpretazione ministeriale, se uno o entrambi gli obiettivi non vengono raggiunti per il 2003, si perdono i benefici per entrambe le annualità. Qualora, invece, il mancato raggiungimento dei ricavi e/o del reddito minimo si verificasse nel 2004, ciò non comporterà nessuna rivalsa fiscale e contributiva da parte dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps per l’anno 2003 nel quale gli obiettivi sono stati raggiunti. In entrambi i casi l’ufficio procederà con emissione di accertamento parziale ex art. 41-bis (anche ai fini IVA) sino al raggiungimento dei minimi previsti, applicando le aliquote ordinarie. La procedura di accertamento parziale verrà attivata anche nel caso in cui venga raggiunto l’obiettivo concordato per i ricavi, ma non per il reddito minimo, o viceversa. Nel caso di accertamento di maggiori ricavi minimi non sufficienti a raggiungere anche il reddito minimo, il maggior accertamento ai soli fini del reddito sconterà solo le imposte dirette e non anche l’IVA. Se oltre alla comunicazione di mancato raggiungimento degli obiettivi, il contribuente comunica nel mod. Unico anche l’esistenza di accadimenti straordinari e imprevedibili, l’ufficio dovrà preventivamente avviare la procedura di accertamento con adesione per permettergli di giustificare gli scostamenti.

5. Per chi non aderisce al concordato preventivo, pur trovandosi nelle condizioni di poterlo fare, vengono inasprite le sanzioni amministrative relativamente alla sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività; è stato infatti previsto che qualora siano constatate tre violazioni dell’obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, compiute nell’arco di un quinquennio, in giorni diversi, e comunque superiori complessivamente a 50,00 Euro, il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate emette provvedimento immediatamente esecutivo di sospensione dell’esercizio dell’attività, della licenza o dell’autorizzazione per un periodo da 15 giorni a 2 mesi. Non rilevano le contestazioni verbalizzate prima del 2 ottobre 2003. I contribuenti che non aderiscono restano comunque esposti ad una maggiore possibilità di accertamento.


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